Il 25 Marzo 2020 è il Dantedì, la Giornata Nazionale dedicata al 700esimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri, istituita dal Governo lo scorso Gennaio e supportata dal Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo [MIBACT n.d.r] e dal Ministero dell’Istruzione [MIUR n.d.r]. La data coincide con quella in cui gli studiosi ipotizzano che abbia avuto inizio il viaggio ultraterreno che Dante raccontò così bene nella Commedia.

Per l’occasione erano state previste numerose celebrazioni, ma nonostante le restrizioni imposte dal coronavirus, a mezzogiorno in punto l’Italia è chiamata ad unirsi in un flash mob collettivo e digitale per leggere passi della Divina Commedia e pubblicare la propria “esibizione” sul web.

Largo quindi alle dirette Instagram, ai post su Facebook, ai tweet con gli appositi #Dantedì e #ioleggoDante per una massima divulgazione dei suoi versi immortali.

Come ha scritto l’ufficio stampa del Mibact: “Il sommo Poeta è il simbolo della cultura e della lingua italiana, ricordarlo insieme sarà un modo per unire ancora di più il Paese in questo momento difficile, condividendo versi dal fascino senza tempo”.

La Ministra dell’Istruzione Azzolina ha dichiarato, poi: “So che gli insegnanti stanno già facendo sforzi importanti per portare avanti la didattica a distanza, per restare in contatto con in nostri ragazzi. Il Dantedì può essere una bellissima occasione per ribadire che la scuola c’è, per condividere, sui social o sulle piattaforme delle lezioni online la passione per uno dei testi più importanti della nostra letteratura”.

Dante Alighieri è un personaggio immenso che con i suoi versi, sempre attuali, è riuscito a condizionare le opere di intellettuali venuti secoli dopo di lui, fino a noi.

Ugo Foscolo lo definì: “Altissimo signor del sommo canto”; Giovanni Pascoli si interrogava: “Conoscere e descrivere la mente di Dante sarà mai possibile? Egli eclissa nella profondità del suo pensiero: volontariamente eclissa”; Gabriele D’Annunzio lo definì “Dante Alighieri che sorresse il mondo in suo pugno ed i fonti dell’universa vita ebbe in suo cuore”.

Persino De André lo cita nei versi della sua canzone – Al ballo mascherato- “Dante alla porta di Paolo e Francesca | spia chi fa meglio di lui: | lì dietro si racconta un amore normale | ma lui saprà poi renderlo tanto geniale. | E il viaggio all’inferno ora fallo da solo | con l’ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo”.

Per celebrarlo Mibact e Miur insieme a scuole, biblioteche, parchi archeologici e musei proporranno sui loro social una serie di contributi, anche tratti da edizioni rare della Divina Commedia, per raccontare Dante e l’Italia attraverso i secoli.

La Rai prenderà parte all’iniziativa con una selezione di “lecturae Dantis” interpretate dai più importanti artisti contemporanei e trasmesse in pillole da 30 secondi, sulle tre reti generaliste della Rai e su Rai Play, mentre Rai Cultura dedicherà al Sommo numerose trasmissioni.

Sarà anche disponibile sul canale Youtube del Mibact e sul sito del Corriere della Sera un filmato realizzato con la collaborazione di Paolo Di Stefano, giornalista del Corriere e promotore della giornata; Alberto Casadei dell’Associazione degli Italianisti; Claudio Marazzini, Presidente dell’Accademia della Crusca, Carlo Ossola Presidente del Comitato per le Celebrazioni del Dantedì; Luca Serianni linguista e filosofo della Società Dante Alighieri; Natascia Tonelli dell’Università di Siena e Sebastiana Nobili dell’università di Ravenna.

Andrea Ricciardi sul Corriere della Sera online ha scritto: “Dante è un simbolo del «mondo italiano», molto prima dell’unità politica del Paese […] Dante ha fondato la visione di un’umanità più giusta e positiva. È una visione «italiana» in senso profondo.”

Il Dantedì ha tutti gli elementi per essere considerata una piccola festa digitale per chi ama nel profondo il nostro paese e vuole cogliere l’occasione per celebrarne la cultura millenaria.

Crediti immagine: Ministero per i beni e le attività culturali ed il turismo

A proposito dell'autore

Rosamaria Trunzo

Assistente sociale, sognatrice incallita, idealista per nascita ed irriverente per vocazione. Ama leggere, guardare le maratone di Mentana su la7, i telefilm, il cinema, le arance amare e la politica. Dai posteri verrà ricordata per l'autoironia e la propensione alle battute a doppio senso.

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