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L’Italia è stata vittima per generazioni intere di quella che, recentemente, verrebbe definita “fuga di cervelli”. Giovani in cerca di fortuna che miravano alle decantate opportunità del nuovo continente e che si lasciavano dietro il tanto amato bel paese. La situazione non è purtroppo cambiata molto e le opportunità sono ancora poche, ma ultimamente sono nate nuove professioni che hanno dato sfogo alla fantasia e all’ingegno dei giovani e che li hanno aiutati a sconfiggere questa mancanza di fortuna imprenditoriale e, quindi, ad evitare di lasciare la terra natìa. Ecco che nascono gli influencer, gli YouTuber e i blogger vari ed eventuali che prendono il Non ragioniam di lor, ma guarda e passa di Dantesca memoria, lo accartocciano e lo buttano nel cestino della carta (perché loro tenendo al pianeta ascoltano Greta e riciclano).

I giovani che sono stati accusati di essere mammoni e “bamboccioni” finalmente hanno la loro rivincita. Gli ex-bambini timidi e isolati in classe hanno adesso modo di parlare dei loro hobby senza dover effettivamente guardare in faccia lo spettatore. Ragazzi e adulti dal cuore giovane, che magari sono stati presi in giro per le loro passioni, adesso possono sfruttare proprio quelle stesse passioni per fare soldi. E non stiamo parlando di due spiccioli.

Parliamo, ad esempio, dell’ormai famosissima Chiara Ferragni. Tutti la vogliono, tutti la cercano. L’influencer per eccellenza, la biondissima testimonial di questo mondo e quest’altro. Tutto è iniziato con un blog sulla moda. Una cosa potenzialmente banale da cui, però, sono scaturite le radici per il suo impero. Che sia conosciuta per il suo matrimonio con Fedez, per il suo Instagram o per le varie comparse a sfilate ed eventi non importa. Lei è comunque conosciuta. Anche da chi, in realtà, non l’hai mai seguita sui vari social e che si è visto chiedere con tono quasi scandalizzato, “ma in che senso non conosci la Ferragni?”. Un nome, una garanzia. Ciò che la Ferragni indossa, la gente vuole. Ciò di cui la Ferragni parla, la gente vuole. Un impero creato su opinioni personali, un occhio per la moda — che non guasta mai — e un po’ di sana fortuna, perché si sa che senza di quella purtroppo i sogni rimangono sogni.

Passiamo poi a Guglielmo Scilla, in arte willwoosh. Chiedimi il nome di uno YouTuber italiano e ti farò il suo senza alcun dubbio. Noi vecchi aficionados del canale lo ricordiamo per le parodie, per i video comici, per le parrucche improponibili e per le scuse improbabili per salvarsi da un appuntamento potenzialmente disastroso. Le origini si sanno, ma si sa anche che nel corso degli anni Gugliemo ha affinato le sue abilità fino a diventare un meraviglioso Danny Zuko — ovviamente gelatinato al punto giusto. Quello che è nato come un canale divertente per farsi due risate fra i compiti di una materia e l’altra è diventato poi un canale, a volte, dai toni più seri e dagli argomenti di attualità. Shoccante nella sua subitaneità il video sul coming out. Shoccante sì, ma così willwoosh nella modalità. Gugliemo è sempre stato capace di sdrammatizzare anche temi difficili e in quell’occasione non è stato da meno, facendo peraltro capire al pubblico da casa che molti dei temi considerati taboo spesso hanno solo bisogno di qualcuno che ne parli senza farne un dramma.

Impossibile scordarsi, poi, Fabio Rovazzi. Fino a qualche anno fa vi avrei creduto se mi aveste detto di non sapere chi fosse, ma ormai è praticamente impossibile non riconoscere questo nome. Che sia per le troppe volte in cui vi hanno cantato “Andiamo a comandare” ogni volta che nominavate la tangenziale (Romani, e mi includo in questa categoria, non vi invidio) o per le varie collaborazioni musicali, non c’è dubbio che Fabio Piccolrovazzi detto Rovazzi faccia parlare di sé. Successi su successi che lo hanno portato persino a collaborare con Will Smith — mica pizza e fichi! — e ad aggiudicarsi il premio Miglior Videoclip Italiano 2018-2019 a IMAGinACTION con “Faccio quello che voglio”. Il video dal titolo così evocativo e quasi reminiscente di un capriccio infantile è un vero e proprio cortometraggio che vede la partecipazione di numerosi artisti tra i quali Gianni Morandi, Fabio Volo, Rita Pavone, e chi più ne ha più ne metta. Tra elementi distopici e inquadrature degne di un colossal americano il video non passa di sicuro inosservato ed assicura a Rovazzi fama, fan e followers. Ci si sarebbe da chiedersi cosa aspettarsi in futuro, ma visto il recentissimo “Senza pensieri” direi che non c’è assolutamente da preoccuparsi.

Sebbene con un background meno artistico di quello dei giovani precedenti, non si può certo evitare di parlare di Davide Dattoli. Magari meno noto per alcuni, il bresciano non ancora trentenne Davide Dattoli è la mente, insieme al braccio Lorenzo Maternini, dietro Talent Garden. Come si può dedurre dal nome, Talent Garden è uno spazio per aiutare talenti di ogni tipo a collaborare fra di loro e lavorare insieme. Nata nel 2011 a Brescia, Talent Garden si può considerare la piattaforma tangibile per creare network. Startup, freelance, studenti, imprenditori, professioni… Talent Garden offre sale riunioni, aule per corsi, laboratori e molto altro ancora. In parole povere, offre ad ogni innovatore la possibilità di crescere e prosperare. Il networking e co-working portato all’ennesima potenza, insomma. Talent Garden ormai conta 23 campus in ben 8 paesi e direi che nessuno è sorpreso di sapere che Davide Dattoli è stato inserito da Forbes nella lista degli under 30 più influenti al mondo. Mi sento di dire che la mente dietro Talent Garden si merita questo e altro.

Continuando sulla scia informatica è quasi obbligatorio parlare di Salvatore Aranzulla. Salvatore Aranzulla è un po’ il nostro Google, il nostro “so tutto io” ma in senso buono. Se avete un dubbio informatico, lui ha la risposta. Chi non si è chiesto almeno una volta quali programmi usare per duplicare i CD. Si sa che buche, binari e sobbalzi improvvisi rovinano i CD da macchina — categoria a parte, l’amabile antenato della playlist — e nessuno ci vuole rimettere un CD originale. Vi sto già immaginando che aprite Google e ponete la vostra domanda. E Google, molto semplicemente, vi suggerisce il sito Aranzulla.it. E se lo dice Google vi dovete fidare. Quella che è nata come una guida pratica e semplificata per sé stesso e per i suoi amici è quello che poi lo ha portato al successo. Risposte semplici e terminologia accessibile hanno fatto sì che Salvatore Aranzulla avesse un successo tale da permettergli di pagarsi gli studi in Economia Aziendale alla Bocconi, che tutti sanno non essere esattamente regalata. E siccome di persone un po’ imbranate con la tecnologia ce ne sono tante e ce ne saranno sempre tante, il futuro di Salvatore è assicurato.

Questi sono solo alcuni esempi di giovani italiani che hanno saputo sfruttare la propria creatività, espressività, verve comica e il fiuto per gli affari per crearsi un nome e strapparsi di dosso l’etichetta di bamboccioni. Come loro ce ne sono moltissimi altri di giovani dalle idee brillanti e, vista anche la nuovissima laurea in “Influencer” — nome che nasconde un ottimo marketing e un clickbait grande quanto una casa —sono sicura che il futuro dell’Italia sarà roseo da quel punto di vista.

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25enne di Roma dotata di cuore e anima del Sud. Appassionata di musica, cinema, libri, manga, Corea del Sud e chi più ne ha più ne metta. Fotografa dilettante ma ambiziosa e pianista per passione. Padrona di due gatti su cui, prima o poi, girerà una serie TV.

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