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Con le parole non si scherza. Le parole sono importanti, sono tutto. Sulle parole ci muoviamo, costruiamo relazioni, smuoviamo realtà, costruiamo lavori. Raccontano storie e spalancano porte. Questo non è un articolo che parla di semantica, di significati, etimologie; è più un invito ad usare le parole con cura ed attenzione, considerarle vere, autentiche, portatrici di significati profondi. Le parole sono strumenti per il nostro quotidiano e come strumenti sono armi utili quando necessario, ma anche fragili, come qualsiasi altro oggetto della nostra vita. Le parole sono importanti perché identificano ciò che siamo, il nostro modo di pensare, di sentire le cose.

Mi spaventa la facilità con la quale spesso ci serviamo delle parole, le pronunciamo senza davvero sentirle, svuotandole di ogni sincerità. Usiamo le parole per costruire legami, conservarli nel tempo. Usiamo le parole per esprimere il modo in cui ci sentiamo su un determinato argomento, questo perché esse ci danno la possibilità di condividere le nostre opinioni su un particolare problema, sia esso rilevante o meno.
Il nostro modo di parlare, del resto, si è impoverito da tempo, da quando Facebook e Instagram fanno girare tutto intorno a pochi e inflazionati hashtag. I nostri scambi di parole si sono ridotte a poche battute senza senso, servite, il più delle volte, da – per carità, sempre espressive – emoticon.

La cosa paradossale è che viviamo in un mondo in cui ogni cosa che diciamo pesa, nel male e nel bene.
Forse questo fa parte di un cambiamento più grande e figlio del nostro tempo, ma le parole pesano e peseranno sempre. Le parole sono importanti, contano! Contano nei colloqui di lavoro, col nostro superiore, con i nostri colleghi; contano al primo appuntamento e all’arrivederci; contano nella nostra solitudine. Le parole uniscono e separano, costruiscono muri e poi li abbattono.

Imparare a dosare le parole quando litighiamo, perché le parole sono lame affilatissime, pietre dure. Possono dividere in maniera permanente, perché certe parole sono tali macigni che è impossibile trascinarli. Alcune parole sarebbe meglio tenerle per sé, certe volte.
Pensate solo a quanto facilmente usiamo le parole “brutto”, “grasso” e “magro”. Fuoriescono dalle nostre bocche con leggerezza e poi rimangono lì, sospese. Succede che poi colpiscono e fanno male.

Bisogna avere cura di scegliere le parole giuste perché ciascuna di esse rimanda a significati specifici per ciascuno di noi. Non abusare, per esempio, della parola “amore”, perché è a suo modo pericolosa e ingannatrice, nonostante sia una delle più belle che io conosca. Non sbottonarsi troppo con la parola “odio”, perché ferisce, sempre, tranne in alcuni casi. Se odio gli yogurt con la frutta a pezzi mi spiace, ma non posso farci nulla, quelli li odio davvero tanto.

Senza parole, non saremmo in grado di condividere i nostri ideali e sentimenti. Ciò che si deve capire è che è importante che le persone siano in grado di esprimere le proprie idee su argomenti specifici perché offre loro libertà. Libertà di dire quello che si vuole riguardo un’idea in cui si crede, uno stato d’animo che si sente e necessita di esser detto. Le parole portano la libertà di esprimersi. Questo, però, potrebbe anche condurre a fraintendimenti. A volte le idee delle persone potrebbero essere utilizzate per ragioni sbagliate ed espresse con parole sbagliate.

Gli esempi che si potrebbero fare a riguardo sono infiniti, perché ciascuno di noi ha la propria idea riguardo la politica, il cambiamento climatico, la questione immigrazione. Abbiamo la nostra visione specifica sul mondo che ci porta ad attribuire alle parole dei significati rintracciabili solo per noi.
Aver cura delle parole da scegliere è un atto di autenticità, che ci porta ad essere fedeli a noi stessi.

Ricordandosi di maneggiare delle delicate armi, potremmo evitare di essere spietatamente ambigui, perché le parole sono la prima cosa che utilizziamo per ottenere ciò che vogliamo. Usare le parole nel modo giusto è uno sforzo che ci dobbiamo imporre, senza violenza. Le parole posso essere carezze da afferrare al volo, per questo dovremmo tenere a mente di usarle con cautela. Ecco, le parole hanno il potere di distruggere e creare, sta tutto qui.

A volte, vengo presa in giro per le parole che adotto, perché forse sembrano desuete, eppure a me piace usarle. Penso sempre a come gestirle al meglio, a come sfruttarle per esprimere in maniera efficace tutto quello che sento. Quindi non mi importa se sembro uscita da Cime Tempestose.
Le nostre parole contano, in un lunedì di pioggia e in una domenica di sole; dentro e fuori di noi. Da soli e con gli altri. Forse dovremmo lanciarci più carezze e meno pugni, più bellezza e meno orrore, ce n’è così tanto in giro! Quindi no, con le parole non si scherza.. mai!

A proposito dell'autore

Maria Letizia Stancati

Nata a Cosenza nel 1994, vive da sette anni a Roma. Laureata in Filologia Moderna, attualmente tenta di rendere produttiva la sua laurea seguendo un Master e facendo tutti i lavori possibili. Ama la musica, viaggiare, la vita la coinvolge totalmente e vorrebbe scoprire il mondo. La sua passione più longeva è sicuramente la lettura, il primo libro che ha letto è “Giovanna nel Medioevo” e ha pianto senza ritegno dopo aver terminato “La piccola Principessa”. Incapace e negata per ogni tipo di sport (ma è fiera di aver praticato basket per una settimana), ama correre con le cuffie nelle orecchie e camminare per tutta Roma. Introversa, apparentemente timida, molto logorroica, ma pur sempre sincera, leale, solare . Il suo gruppo preferito sono gli Oasis, e mentre spera che tornino insieme, immagina sempre come sarebbe la sua vita se la smettesse di sognare ad occhi aperti.

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