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Può un cammino cambiare il proprio indirizzo, senza pensare ancora alla direzione da prendere? Può un paese cambiare il proprio assetto normativo, per rendere le nostre leggi maggiormente garantiste nei confronti dei propri cittadini, nella loro totalità? Può una casa, ovunque essa si trovi, ospitare persone che decidono di amarsi profondamente, indipendentemente da ogni pregiudizio? Può, la voglia di spiegare le ali, essere fermata da una libertà non concessa, pur essendo essa il centro focale di una società contemporanea?

Se vi state preoccupando, non fatelo. 
Non si tratta di un articolo a sfondo politico o normativo, ma si tratta di un messaggio di uguaglianza che noi giovani dobbiamo condividere con il mondo.
Questo è uno di quei casi che deve farci alzare la mattina e farci camminare a testa alta, sapendo che non esiste alcuna differenza nelle persone che incontriamo, se non quelle che decidiamo di costruire, senza una apparente motivazione.

Con questa motivazione davanti ai miei occhi, decido di intervistare due ragazze dalla grande energia e dalla gioia di vivere, che apparentemente sembra stiano peccando di amore, cosiddetto anticonvenzionale, noto come omosessuale, ma che nella sostanza, è vero, più di molti altri. 

Anti-convenzionalità dalle antiche radici, ma che ancora oggi, in un paese come l’Italia, culla della cultura, trova ostacoli e viene tradotta con “carnevalata” o “buffonata”. 

Voliamo fino a Torino, gioiosa città di queste due uniche donne: Sveva, 26 anni e Federica, 31 anni. Due creature estremamente diverse tra loro, per via del colorito della pelle, delle sfumature dei capelli e delle note caratteriali. Sveva, bionda non ossigenata, presenta una sicurezza senza eguali, un acume che la contraddistingue e la fa prevalere in ogni situazione, alternata da un bicchiere di vino ed un ottimo post sui social. Federica, dal riccio bruno, invece, con il sangue per metà siciliano, mostra una irreparabile dolcezza, colmata dai un sorriso gioioso e dall’arte nei suoi occhi. 

Sveva e Federica, o meglio “Lezbedrunk”, si conoscono attraverso un messaggio scambiato su Facebook, segno di una evoluzione sociale veloce e che permette un collegamento diretto con le persone. Contatto divenuto personale e che ha portato alla crescita di un amore grande.

Sveva Tabarrani, laureata in economia, ha un background internazionale, fatto di cultura Thailandese ed aragoste Bostoniane. Federica Gangi, invece, dallo stile ineguagliabile, si laurea allo IED in comunicazione pubblicitaria e sceglie di vivere giornalmente dentro al suo computer, tra loghi, disegni e dettagli da perfezionare. Instancabili le definirei. Un’energia che non si trova in molte persone ormai.

Chiedo loro come nasce l’idea di creare un profilo unico e soprattutto da cosa nasce il nome “LezBeDrunk”. Tra una risata e l’altra, mi viene detto che dopo un bicchierino di troppo, può nascere l’idea migliore della tua vita. Così, con un lancio nel mondo social, le due ragazze si fanno largo come coppia e come paladine dei diritti delle persone. 

Oggi, Lezbedrunk, con circa 5000 followers, si fa largo nel panorama e diviene l’essenza di questo amore perché del resto, come dice Federica, questo profilo “siamo semplicemente noi”. Chiedo, inoltre, perché una community dovrebbe essere importante community e perché farne parte diviene fondamentale. La risposta è semplice, perché “ci si prende cura l’uno dell’altro” ed il momento in cui hai bisogno diviene un “momento familiare”. 

Si sposano. Più di una volta in realtà, oserei direi ogni giorno, per via delle volte in cui Sveva si è inginocchiata chiedendo la mano di “Federì”. Il primo di giugno del corrente anno, perciò, hanno convogliato a nozze. Eh sì, è stato un matrimonio vero e proprio, colorato, col sole nel cielo e con la benedizione e l’amore di tutti gli invitati.

Banale dire quanto sia importante per loro un riconoscimento del matrimonio in quanto tale, ma “accontentarsi” di un’unione civile, oggi, permette di far riconoscere alcuni diritti che sono troppo utili nella vita di tutti i giorni. 

Da grandi professioniste quali sono, con il sogno nel cassetto di allargare la famiglia, viaggiare e vivere ancora una volta all’estero, decidono nuovamente di scommettere su sé stesse ed iniziare, insieme, un progetto nuovo, fatto di ostacoli caratteriali, idee diverse, attenzione ai dettagli e passione. 

Lez Be Drunk diviene un brand. Nasce anche questo dopo una serata da un bicchiere di troppo, ma pieno di vino biologico e l’amore per le donne. Questi i due punti cardini di questo progetto, nato da ciò di cui più sono innamorate.

Ma le cose belle hanno bisogno di tempo, dicono, emozionate. Questa idea era nata ben due anni fa e già nella primavera passata avrebbe dovuto fare capolino nel mercato del vino biologico (pur non essendo delle vere produttrici), ma la preparazione del matrimonio ha, oserei aggiungere giustamente, preso tempo e forze.

Ma il salto è stato fatto e la scelta di rimanere in Italia, con tutte le sue attuali contraddizioni, si conforma e diviene reale. Indipendentemente dall’investimento iniziale, i costi degli shooting, i materiali di origine biologica, questo sito,lezbedrunk.com, è attivo e tutti i prodotti, tra foto e modernità, sono disponibili per riempire il vostro carrello. 

L’ultima domanda era proprio sul senso di rimanere in Italia. Hanno fatto di tutto per tornare dalle loro esperienze estere e cercheranno di rimanere in patria, ma sanno che il passo non è così semplice e che forse, pur avendo una terrazza meravigliosa dove è possibile vedere Torino nella sua maestosità con un bicchiere di vino biologico in mano, dovranno ancora una volta rischiare e catapultarsi da altra parte del mondo. Ma adesso sono qui. Qui, crescono.

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Due ragazze che amano l’amore, amano le donne, si amano tra loro e che amano in ogni lingua del mondo. Questo progetto è amore, sogno, uguaglianza, comunità. Un augurio a tutti: “lez be drunk”!

Articolo già pubblicato sul “Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia” di lunedì 9/12/2019

A proposito dell'autore

Luigi Sprovieri
Social Media Strategist

Un ragazzo quasi trentenne, dal sapore adolescenziale ed una vita piena di sogni e immaginazione. Concretezza ritrovata negli studi in legge, ma stemperati dalla voglia di esplorare il mondo del marketing e dei social media. Instagram addicted, produttore convulsivo di storie, grande ascoltatore ma ancor di più, grande parlatore. Cresciuto a libri classici e America's Next Top Model, appassionato di Harry Potter e fan sfegatato dei consigli della Volpe del Piccolo Principe. È un mix tra sarcasmo e serietà, tanto da non essere sicuri di quello che stia succedendo. Ha studiato e lavorato negli Stati Uniti e sottolinea, sempre, che non vedeva l'ora di tornare in Italia.

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